25/02/2004

Edilizia e progresso

Nella favola dei tre porcellini il lupo non riesce a travolgere la casa di mattoni. Qui è bastata una ruspa e in un giorno ha buttato giù la casa di Pietrone. Che tristezza vedere la fatica di una vita ridotta ad un cumulo di macerie.
"E' il progresso...", dice ancora qualche anziano scuotendo la testa. Del progresso continua a sfuggirmi perché costruiamo sempre più case, appartamenti e luoghi dove abitare e li teniamo spesso vuoti. Quelli che di fuori stanno lavorando a buttare giù la casa di Pietrone per costruire una palazzina piena di appartamenti, vengono da luoghi lontani, guardano con occhi spaesati, parlano poco italiano e con grande fatica e una casa, seppur bruttarella, non riescono proprio ad averla.
di michelemarziani at 16:21:38 Commenta:

20/02/2004

Troppo legno e troppo arrosto

Cerco un rosso da sbicchierare con gli amici, da bere con qualche sfiziosa focaccia ripiena, con un piatto di spaghetti all'amatriciana. Apro, stappo, sento, assaggio... Che palle, signori miei, tutti i rossi "di pregio" si pregiano solo di concentrare gli estratti come se il vino fosse marmellata, di essere "legnati" con botti di ogni genere come se per fare una buona bottiglia ci volesse un falegname, di avere gradazioni alcoliche da antidooping... A che s'abbina tutta questa monumentale potenza enologica? Se proprio, alle carni arrosto, neppure uno nella vita mangiasse tanti arrosti quanti sono i produttori di vino. Al diavolo allora i muscolosi vini rossi e via ad un paio di bianchi fatti proprio bene bene. Il Cortese del Piemonte le Tote, profumato e secco in bocca, di una pulizia davvero rara e, soprattutto, il Tocai Friulano 2003 prodotto a Manzano di Udine da Giorgio Colutta. Si tratta di un bianco di tradizione, ben fatto, nato per gli antipasti ed il prosciutto crudo di San Daniele, al naso sa di fiori e in bocca è fresco e sapido al punto giusto.

di michelemarziani at 14:18:59 3 Commenti

19/02/2004

Tanto di cappelletto

Del Laboratorio San Michele di Faenza e della rinascita dei cappelletti parlo qui, su Chiamami Città.

di michelemarziani at 20:11:48 Commenta:

19/02/2004

Lavorare da casa

Quando sono a Rimini il mio ufficio è ai piedi del letto: microscrivania, Mac portatile, modem Adsl, stampante, telefono, pacchi di carta e tre mensole zeppe di libri per uso immediato (a partire dal dizionario di italiano). Lavoro bene da casa, mi piace, posso farlo come ora bevendo té e sbocconcellando spianata.O come in estate, completamente nudo sulla sediaergonomica. Scrivo, mica c'è il vestito adatto per scrivere. Insomma, a molti non piace lavorare da casa. A me sì, molto.
Peccato che il resto del mondo pensi che uno che sta a casa non fa nulla. Così suonano alla porta il venditore di calzini, la piazzista di aspirapolveri, il postino con la raccomandata del vicino ("suono da lei tanto è sempre a casa..."), i testimoni di geova e di altre divinità varie... Mentre al telefono chiamano le telepromoter di estetiste, parrucchiere, centri di dimagrimento e altri luoghi a caccia di casalinghe...
di michelemarziani at 11:05:08 3 Commenti

12/02/2004

La scuola e la vita

Della riforma Moratti, quella della scuola, credo solo che rispecchi la cupezza dei tempi, questa schizofrenia che ci porta a volere bambini genietti ipertecnologici angloparlanti e professionalmente orientati per poi farli aspettare fino a trent'anni perché possano entrare nel mondo del lavoro. Un quarto di secolo d'attesa e di allenamento per una delle esperienze spesso più alienanti dell'esistenza.
Io amo la scuola dei maestri, di Gianni Rodari, di Mario Lodi, di don Milani (ho avuto a che fare di recente con un ex bambino della scuola di Barbiana, quelli analfabeti di ritorno non ritornano nemmeno a calci in culo...), di Margherita Zoebeli (la fondatrice del Ceis, la scuola di mio figlio Ludovico, scuola privata ma che rappresenta l'idea più autentica della scuola pubblica...). Credo nella la scuola che non esclude, che non seleziona, che porta con sè l'infanzia intera, non solo quella che si presume migliore. La scuola che insegna ai bambini a imparare, a guardare il mondo, a credere nel futuro che poi "cosucce" come leggere, scrivere e far di conto si aprrendono da sole per la curiosità di volerle conoscere... Ludovico sta imparando a scrivere e a leggere perché è goloso di segni e di comunicazione, chiede e ottiene risposte e usa il computer perché ruba il mouse a suo papà che poi sono io e canta in inglese le canzoncine che gli insegna la sua maestra d'inglese che viene dall'inghilterra dice "culare" i bambini anziché "cullare" e tutti ridono... Insomma, la scuola è vita e la vita non si può mettere a sistema come un'azienda. E' un ponte per il futuro e non l'ufficio di collocamento.
Tante delle iniziative contro la riforma Moratti, si trovano su Retescuole.

di michelemarziani at 09:19:29 3 Commenti

10/02/2004

Soave da riscoprire

L'azienda agricola Pieropan è una delle case vinicole che è riuscita a dimostrare che dal vitigno Garganega si può far nascere un Soave per nulla povero e spento come spesso si pensa - a torto - di questo bianco veneto. Prova ne è il Soave classico 2002, ovvero il prodotto base dell'azienda del Veronese: pieno nel suo colore paglierino chiaro e brillante, fruttato al naso con sentori floreali piacevolissimi, fresco, con una nota di limone al palato, un finali minerale e un retrogusto leggermente (e gradevolmente) amarognolo. Per me, pescatore di trote incallito, è il compagno ideale per il pesce d'acqua dolce. Il Soave è un vino un po' snobbato e dimenticato. Qui c'è di che riscoprire. Una bottiglia costa 8,95 euro.

di michelemarziani at 08:11:01 3 Commenti

09/02/2004

Ciao Nuto, scrittore del Novecento

Con Nuto Revelli, scrittore dei vinti, se n'è andato un altro pezzo di Novecento. Tra i tanti ricordi mi piace segnalare questo, di Stefano Mariotti, pubblicato su Cheesetime che parla non tanto del più noto Nuto Revelli partigiano, ma della passione dello scrittore per la montagna e il mondo contadino.

di michelemarziani at 10:00:00 Commenta: