28/11/2003

Mezzi, Fini e aspirapolveri

Mentre sto per plaudere - come non farlo? - alle dichiarazioni di Gianfranco Fini in Israele, ripenso ad altre, precedenti, rilasciate in altri posti dove non era importante fare la figura del leader perbene:
"Cercheremo di attualizzare il nostro sogno, dimostrando che nel fascismo ci sono elementi validissimi per la società italiana" .
"Non abbiamo niente da rimproverarci: il movimento da cui traiamo origine è stato sconfitto dal verdetto delle armi, non dalla Storia".
"Bisogna dire grazie a Mussolini se nel '22 l'Italia non è diventata comunista".
"Mussolini è il più grande statista italiano della storia del '900".
"Il saluto romano non mi scandalizza: in un momento dove tutti anno a gara ad annacquare la propria identità, o se ne vergognano, c'è chi ne è orgoglioso".
Evidentemente tutti possono cambiare idea, ma visto che la merce che vende Fini è sempre la stessa - il suo partito - non se credergli quando diceva che era un tostapane o adesso che sostiene sia un'aspirapolvere...

Grazie ad Aldo Vincent per avermi rinverdito la memoria con questa splendida raccolta di pensieri del leader di An.

di michelemarziani at 09:34:19 3 Commenti

27/11/2003

Pesto e pendolini - A pranzo con Giulia (9)

Il pesto alla Genovese già pronto è una delle bufale gastronomiche peggiori tra quelle che ci propinano l'industria e la grande distribuzione. Gli scaffali di negozi e supermercati sono pieni di prodotti scadenti, realizzato con oli e grassi a dir poco mediocri. Ci sono ovviamente le eccezioni che si riconoscono subito sia dall'etichetta sia, soprattutto, attraverso il palato.
Il miglior pesto che si può trovare nella grande distribuzione è quello della linea Sapori&Dintorni di Conad. On line si trova anche quello eccellente di Casa Lombardi, in vendita su Esperya (mi dà un fastidio segnalare Esperya, lo faccio solo perché il pesto è buono...).
Vabbè, col pesto ci condisco la pasta. Bella scoperta, direte voi. Sì però prima faccio appassire qualche pomodorino pendolino fresco in padella, poi aggiungo delle olive nere tostate, ci passo la pasta appena scolata (buoni i fusilli, ho provato quelli Del Verde, niente male) e unisco il pesto. Altre volte, alla ligure, cuocio insieme patate (le metto giù prima ci vogliono circa venti minuti), fagiolini e pasta, poi salto in olio e aglio e finisco di condire con un po' di pesto. Guarnisco, per vezzo, con una fogliolina tenera di basilico.


di michelemarziani at 15:16:44 4 Commenti

25/11/2003

Sottoscrivo, senza commenti

Fuori da questa guerra, fuori da questa Italia. Per vedere cliccarci sopra.
di michelemarziani at 10:35:41 3 Commenti

20/11/2003

Balsamico per la gola e per l'anima

Me lo ricordo come fosse ieri Andrea Bezzecchi tirare fuori da sotto la giacca una boccetta scura e versarla con parsimonia sul sapido Parmigiano Reggiano della trattoria Cognento di Campagnola Emilia. Era il mio primo incontro con quell'autentica pozione magica che è l'Aceto Balsamico Tradiziona di Reggio Emilia. Tanto simile, quanto diverso, dall'altro Tradizionale, quello di Modena. Niente a che vedere con quella robaccia che si vende nei negozi e nei supermercati, l'aceto balsamico di modena, quello senza la parola Tradizionale, quello fatto dall'industria.
Era il dicembre del 1998 e Andrea che allora era un giovane studente universitario, mi iniziava alla magia del Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, offrendomi gocce antiche, prodotte dal padre prima ancora che Andrea nascesse. Ricordo l'Acetaia San Giacomo, nel sottotetto di casa, sopra la stanza da letto. Ma soprattutto ricordo quella boccetta da aprire quasi con devozione, quell'aceto scuro, denso, da annusare, da sniffare senza pudore, da versare sul dito per succhiarlo con stupore e avidità scoprendo un sapore arcaico, quasi rinascimentale, inebriante, unico...
Da domani fino al 30 novembre si svolge a Reggio Emilia e dintorni la manifestazione Giorni Balsamici, un'occasione unica per conoscere l'Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia.


di michelemarziani at 10:03:04 2 Commenti

19/11/2003

Un piatto di profumi - A pranzo con Giulia (8)

I profumi portano più lontano dei sapori forti. Conducono in antri del gusto che spesso ci si dimentica di esplorare. Ci sono fragranze semplici che a volte fanno volare i pensieri. Come in questa pasta con le zucchine senza soffritti, ma con tanti piaceri. L'acqua bolle, già salata, metto insieme zucchine tagliate a julienne (come le patate fritte del Mc Donald, per essere chiari) e spaghetti Latini Senatore Cappelli.
In una padella taglio due spicchi d'aglio a fettine sottili, aggiungo una bella manciata di capperi di Pantelleria lavati non troppo dal sale, accendo il fuoco e verso mezzo mestolino dell'acqua bollente che profuma di pasta (la pasta Latini profuma, credetemi) e zucchine. Così faccio andare, con l'acqua che libera gli aromi di capperi ed aglio. Scolo pasta e zucchine ancora croccanti, metto tutto in padella, aggiungo un altro mezzo mestolo d'acqua per amalgamare, coriandolo macinato al momento e olio extravergine siciliano, l'affascinante Paradiso di Lara, prodotto nel Trapanese. E' tutto profumo, ma sembra di mangiare sospesi tra Oriente e Occidente, tra le isolette della Sicilia e l'orto dietro casa.
di michelemarziani at 10:02:06 8 Commenti

18/11/2003

Sbandieratori del martedì

Bandiera Marziani

Sono chiuso in casa, praticamente in clausura, a scrivere per un numero speciale di una rivista sul vino. Mi dicono, mi raccontano, che in giro per l'Italia fiocca il tricolore come nelle guerre d'Indipendenza, o quasi. Sono allibito. Ma se il pensiero si esprime a bandiere, striscioni, fazzoletti e straccetti, non mi resta che esporre quello che penso.


di michelemarziani at 12:47:38 12 Commenti

17/11/2003

Neve

Quando si arriva a leggere che gli uomini si dividono in attori e funamboli si è già su una vetta che è una vertigine di parole... E non si sa come ci si è arrivati. Per caso. Attraverso un linguaggio così semplice da sembrare a prima vista asettico. Attraverso una storia - quella di un giovane poeta giapponese - che ha il sapore di un'epica quasi banale. Eppure sono qui, in galleria sull'intercity Rimini-Ancona che non riesco a staccare lo sguardo da parole che sono visioni. Il libro è Neve, di Maxence Fermine, giovane scrittore francese che mi aveva già incantato con Il Violino Nero. Qui mi ha condotto dolcemente in luoghi dell'animo così profondi che rischiavo di non scendere alla stazione... Ho chiuso l'ultima pagina con un brivido di piacere e sono sceso insieme dal treno e dal libro.
di michelemarziani at 13:44:57 Commenta: